Il chiarimento arriva in una nota da parte del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, su un tema trasversale agli enti del Terzo settore, ma di particolare interesse per ODV e APS iscritte ai registri, le quali, nello svolgimento delle attività d’interesse generale, devono avvalersi prevalentemente dell’apporto dei volontari.

In attesa di specifico decreto ministeriale, che andrà espressamente a disciplinare l’obbligo assicurativo contenuto nell’art. 18, comma 2 del dlgs 117/2017), la direzione generale sottolinea la persistenza delle indicazioni previste dal decreto del Ministro dell’Industria, commercio e artigianato (ora Ministro dello Sviluppo economico) del 14 febbraio 1992.

Nella nota si sottolinea, infatti, che il codice del Terzo settore non ha espressamente abrogato il decreto del 14 febbraio 1992 e che, nonostante, la legislazione attuale non preveda l’obbligo di numerare e bollare le pagine e di attestarne il numero complessivo, si tratti di adempimenti necessari per attuare uno degli obblighi previsti, e cioè quello assicurativo. La vidimazione del registro dei volontari con queste modalità è infatti importante proprio a garantire la veridicità del documento e prevenirne una alternazione dei contenuti (ad esempio sopprimendo o inserendo delle pagine).

Il registro dev’essere dunque vidimato, prevedendo la numerazione progressiva delle pagine, la bollatura in ogni pagina e l’apposizione della dichiarazione da parte dell’autorità che ha bollato e relativa al numero complessivo delle stesse.

 

Liberamente tratto da “Cantiere del Terzo Settore”

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Volontariato nel Terzo settore: il registro deve essere vidimato