Borhan è un bimbo tunisino di un anno e mezzo che sta facendo delle cure presso il Reparto di Radioterapia dello IOV a Padova.
È qui con la mamma; sono ospitati da qualche giorno presso la “Casa di accoglienza S. Rita da Cascia”. La retta giornaliera viene sostenuta da un’Associazione di Pavia; mamma e figlio devono trattenersi a Padova per quattro settimane.

Attraverso un passaparola tra medici, infermieri e volontari, il caso di Borhan e della sua mamma viene segnalato all’associazione CEAV. In particolare, c’era bisogno di una mediatrice culturale, preferibilmente donna, per poter comunicare con la mamma di Borhan, che parla solo tunisino. La presidente di CEAV viene a conoscenza del fatto che madre e figlio non hanno cibo a sufficienza e si attiva contattando il CAV (Centro Aiuto alla Vita), un’associazione che aiuta mamme, bambini e famiglie in difficoltà; con il loro aiuto viene individuata e attivata Fatima, una mediatrice culturale, anche lei mamma.

In breve tempo Fatima porta a Padova beni di prima necessità per Borhan e per la mamma offerti dal CAV. L’associazione CEAV provvede a coprire le spese di Fatima e il necessario per una settimana di cibo e altro per mamma e figlio. Ibtisam, la mamma di Borhan, parla con Fatima: può chiedere quello di cui ha bisogno, ma soprattutto ha qualcuno con cui può finalmente parlare di suo figlio e delle preoccupazioni per la malattia. Pensa anche agli altri 2 figli, rimasti a Pavia con il marito.

CEAV e Casa Santa Rita attivano una rete anche con la Comunità di Sant’Egidio, la Caritas Diocesana e il Comune di Padova, in modo da garantire a Borhan e Ibtsian un pacco viveri e i generi di prima necessità per tutta la durata delle cure.
Fatima resta in contatto con Ibtsiam e resta aggiornata sulle condizioni del bambino: sembra tutto sotto controllo e tutti noi ci auguriamo che tragga beneficio dalle cure ricevute a Padova.

La rete tra Associazioni è indispensabile, e può risolvere situazioni di grande disagio.