Le associazioni che nel 2018 hanno ricevuto contributi da Enti pubblici pari o superiori a 10 mila euro, comprese le somme derivanti dal 5 per mille, sono obbligate a darne pubblicità sul proprio sito web istituzionale entro il 28 febbraio 2019.
L’obbligo è previsto dalla Legge 124 del 4 agosto 2017 (art. 1 commi 125-129) ed è entrato in vigore l’1 gennaio 2019 con scadenza il 28 febbraio per tutti i contributi pubblici ricevuti nel corso dell’anno precedente.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali ha chiarito le modalità di comunicazione dei contributi percepiti dalla Pubblica amministrazione l’anno precedente tramite la Circolare n. 2 dell’11 gennaio 2019.

Il Consiglio di Stato ha chiarito che l’oggetto della rendicontazione è l’erogazione delle risorse finanziarie, fra cui le somme derivanti dal 5 per mille, sovvenzioni, contributi, anche di natura contrattualistica, incarichi retribuiti e vantaggi economici di qualunque genere compresa la concessione dell’utilizzo di beni immobili o strumentali per lo svolgimento delle attività statutarie di interesse generale. Nei casi di rapporto di comodato di un bene mobile o immobile, si dovrà far riferimento al valore dichiarato dalla Pubblica amministrazione che ha attribuito il bene. L’obbligo di informazione scatta quando il totale dei vantaggi economici ricevuti sia pari o superiore a 10 mila euro. E’ necessario pubblicare la denominazione e codice fiscale dell’Associazione ricevente, la denominazione del soggetto erogante, le somme incassate per ogni rapporto giuridico instaurato con la Pubblica Amministrazione, la data di incasso e la causale di ciascun importo.

Chi ha l’obbligo: sono tenute all’obbligo di pubblicità e di trasparenza le associazioni e le fondazioni, tutti i soggetti che hanno assunto la qualifica di Onlus, le Associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale e quelle presenti in almeno cinque regioni individuate con decreto del Ministro dell’ambiente, le associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale.

Per contributi ricevuti da:
– pubbliche amministrazioni
– società controllate da PA
– società in partecipazione pubblica
– associazioni, fondazioni o enti di diritto privato con bilancio superiore a cinquecentomila euro(ai sensi dell’art. 2 bis D.lgs. 33/2017)

In caso di dubbi, si consiglia di contattare direttamente l’ente erogante e chiedere la natura giuridica.

Come darne pubblicità: le organizzazioni devono pubblicare le informazioni sui propri siti internet. In mancanza del sito dedicato, possono pubblicare sulla propria pagina Facebook o sulla pagina internet della rete associativa alla quale aderiscono. Solo le imprese, e le cooperative sociali, devono pubblicare le informazioni nella nota integrativa del bilancio di esercizio.

Sanzioni: solo nel caso delle imprese e delle cooperative sociali la Circolare prevede la pena della restituzione delle somme ricevute in caso di mancata pubblicità delle somme percepite nonché l’obbligo di la comunicazione nella nota integrativa del bilancio di esercizio.

Ricordiamo inoltre che la Regione Veneto, con la DGR n. 223 del 27 febbraio 2017, ha istituito l’obbligo, per le Organizzazioni di Volontariato e le Associazioni di Promozione Sociale iscritte ai relativi registri regionali, di pubblicare sul proprio sito internet o, in mancanza, di affiggere nella propria sede, uno schema con i contributi pubblici ricevuti, indipendentemente dall’importo percepito, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.

Il servizio del CSV Padova: il 20 febbraio il Ministero per il lavoro e le politiche sociali, in risposta ad un quesito di CSVnet, ha aperto alla possibilità che le associazioni che non fanno parte di coordinamenti nazionali e non sono in possesso né di sito internet né di pagina Facebook, possano dare pubblicazione dei contributi pubblici nel sito del CSV competente territorialmente.

Il CSV Padova propone pertanto il servizio di pubblicazione dedicato esclusivamente alle associazioni non aderenti a reti e che non dispongono di un proprio sito internet né di una pagina Facebook.

Per poter usufruire del servizio è necessario scaricare lo schema, compilarlo e caricarlo attraverso il modulo richiedi servizio (selezionare il servizio “Trasparenza contributi pubblici ex L.124/2017”) non oltre il 26 febbraio.

Si sottolinea che il CSV ha il solo compito di mettere a disposizione la piattaforma e che le associazioni che usufruiranno del servizio sono esclusivamente responsabili dei dati che forniranno per la pubblicazione.