DOMANDA

Quesito posto da una Amministrazione comunale – Delle associazioni iscritte all’albo comunale delle Libere Forme associative e Cooperative Sociali, controllando i vecchi statuti/atti costitutivi depositati agli atti risalenti in gran parte agli anni 90, molte risultano avere indicato sedi legali/sociali presso nostri spazi comunali (salette polivalenti, biblioteca civica, altri locali assegnati anche in convenzione o con gratuità per periodi definiti e rinnovati a scadenza). L’Amministrazione Comunale vorrebbe “sanare” tali condizioni; esiste una normativa di riferimento specifica, oltre al Codice Civile che possa prevedere il solo “recapito” presso nostre sale, in virtù anche di adeguamento normativo (art. 71 e 87 del Codice del T.S.?)

RISPOSTA
Avv. Cristina Vaccario, consulente CSV Padova

 

Si ritiene opportuno precisare che il “recapito” non è un istituto riconosciuto dall’ordinamento giuridico che distingue, per le persone giuridiche, la sede legale, la sede amministrative e il domicilio fiscale.

Più in particolare, il domicilio fiscale delle persone giuridiche, ovvero l’indirizzo a cui vengono notificati eventuali atti da parte dell’amministrazione finanziaria, viene fissato sulla base dei seguenti criteri, elencati per ordine di importanza:

sede legale;
sede amministrativa;
sede secondaria o stabile organizzazione;
comune presso cui si svolge l’attività lavorativa prevalente.

In alcuni casi particolari, alla persona fisica o giuridica, viene consentito, previa apposita domanda da presentare all’amministrazione finanziaria, di cambiare il domicilio fiscale, spostandolo in un altro comune, rispetto a quello in cui vive e/o lavora o svolge l’attività.

Per procedere ad una sistemazione della situazione si ritiene necessario, da un lato, analizzare gli statuti delle associazioni che presso di voi hanno la sede legale e, dall’altro, gli eventuali contratti in essere.

Tuttavia, a prescindere dai contratti in essere, per le associazioni la sede legale è stabilita nello statuto e molte volte è necessario modificare lo statuto per modificare la sede legale. E’ anche vero però che, soprattutto nelle associazioni di più recente costituzione, è frequente la presenza di una clausola statutaria che stabilisce, ad esempio, che il cambio della sede legale nell’ambito del medesimo comune non comporta modifica statutaria e che può essere disposto anche dal Consiglio Direttivo.

Infine, per quanto riguarda le modifiche statutarie di adeguamento al D.Lgs. 117/2017 si precisa che lo stesso prevede che determinate modifiche conseguenti all’entrata in vigore del Codice del Terzo settore possano essere adottate con le maggioranze previste per l’assemblea ordinaria; tuttavia la modifica della sede legale non rientrerebbe tra queste, pertanto, salvo il caso in cui lo statuto preveda espressamente che la modifica della sede non comporta modifica statutaria, lo spostamento della sede dovrà essere adottato con le maggioranze previste per l’assemblea straordinaria di modifica dello statuto.