3.f. Come devolvere il patrimonio residuo dopo lo scioglimento dell’associazione?

RISPOSTA (autore: Fabrizio Ferrati – Dottore Commercialista Consulente del CSV di Teramo in materia tributaria)

La devoluzione del patrimonio di un ente di tipo associativo o di una Onlus, all’atto dello scioglimento, non è libera.
L’art. 148 del d.p.r. n. 917/1986 al conma 9, lettera b), per gli enti di tipo associativo, prevede l’obbligo di devolvere il patrimonio dell’ente, in caso di scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
Dello stesso tenore è l’art. 10 del D. Lgs. N. 460/1997 che prevede per le ONLUS l’obbligo di devolvere il patrimonio ad altre ONLUS o a fini di pubblica utilità, sentito lo stesso organismo di controllo indicato per gli enti di tipo associativo.
L’organismo di controllo è stato individuato nell’Agenzia per le Onlus con il DPCM 31/03/2001 n. 329, detta Agenzia è designata a rendere parere vincolante sulla devoluzione del patrimonio. A seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legge n. 16 del 2 marzo 2012 (art. 8 comma 23), convertito con modificazioni dalla Legge 44 del 26 aprile 2012, l’Agenzia per il Terzo settore (ex Agenzia per le Onlus) è stata soppressa e le sue funzioni sono state trasferite al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Gli enti di tipo associativo e le ONLUS sono obbligati, nelle persone dei soggetti dotati della loro rappresentanza, a richiedere il parere obbligatorio e vincolante in relazione alla devoluzione dei loro patrimoni in caso di scioglimento.
Per le ONLUS tale obbligo esiste anche nel caso di perdita della qualifica. La richiesta del parere deve essere inviata al Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali secondo lo schema riportato a lato e devono essere allegati: I) per l’ente o organizzazione che devolve o perde la qualifica di ONLUS a) l’atto costitutivo, statuto e rendiconti degli ultimi 5 anni (due anni se il patrimonio residuo da devolvere è inferiore a 10.000 euro); b) verbale dell’assemblea che delibera sullo scioglimento o sulla presa d’atto della perdita della qualifica di ONLUS e sull’indicazione dell’ente destinatario della somma residua della liquidazione; c) bilancio di liquidazione.

2) per l’ente o organizzazione destinatario: a) atto costitutivo e statuto e bilancio degli ultimi 5 anni (due anni se il patrimonio residuo da devolvere è inferiore a 10.000 euro); b) lettera di accettazione del patrimonio destinato firmato dal legale rappresentante.

In particolare la Onlus che devolve il patrimonio per effetto della perdita della qualifica deve allegare anche la documentazione rappresentativa della situazione patrimoniale dell’ente, redatta ai sensi dell’art. 20-bis comma l, lettera a), d.P.R del 29 settembre 1973, n. 600 alla data in cui l’ente ha acquisito la qualifica di ONLUS, nonché la stessa documentazione rappresentativa della situazione alla data in cui tale qualifica è venuta meno. Non sono invece soggetti al vincolo i beni che sono entrati a farne parte prima dell’iscrizione ali’ Anagrafe e non lo è la dotazione patrimoniale iniziale. A questo fine è importante distinguere in bilancio il patrimonio secondo la provenienza: riserve costituite prima dell’iscrizione all’anagrafe delle ONLUS e riserve costituite dopo l’iscrizione all’anagrafe delle onlus. L’istanza al Ministero va proposta anche se non vi è un patrimonio residuo da devolvere ciò al fine di permettere all’organismo di controllo di verificare le modalità di azzeramento del patrimonio.
Proprio il fatto che l’ente o l’organizzazione abbia goduto di agevolazioni durante la sua vigenza conduce alla necessità di devolvere il patrimonio residuo all’atto dello scioglimento ad altri enti aventi le medesime finalità o a scopi di pubblica utilità anche al fine di “impedire all’ente che cessa per qualsiasi ragione di esistere come ONLUS, la distribuzione del patrimonio, costituito anche in forza di un regime fiscale privilegiato, O lo sua destinazione a finalità estranee a quelle di utilità sociale tutelate” (Agenzia Entrate, Circolare n. 59 del 31/10/2007).

L’ente o l’organizzazione che delibera il proprio scioglimento ha la facoltà di indicare il soggetto destinatario del residuo patrimoniale scegliendolo tra altra associazione con finalità analoghe (enti di tipo associativo) o tra altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS). Il controllo della legittimità di tale scelta è operato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso quel procedimento obbligatorio che è stato descritto.
Una volta ottenuto il parere dal Ministero l’ente o la ONLUS in scioglimento provvederà a devolvere il residuo patrimoniale con un mezzo di pagamento tracciabile, se in denaro, oppure a consegnare i beni costituenti tale residuo all’ente od organizzazione destinataria.

Documenti (dal sito www.lavoro.gov.it):
Regolamento per il rilascio del parere sulla devoluzione del patrimonio di Onlus ed enti non commerciali
Fac-simile per la domanda o istanza di parere devolutivo
Fac-simile della domanda o istanza di parere devolutivo a seguito di perdita della qualifica Onlus