20/d. Un’associazione può organizzare viaggi e soggiorni turistici? Come si considerano fiscalmente?

RISPOSTA (Autore: Alessia Stimamiglio, CSV Padova)

Dal punto di vista fiscale l’organizzazione di  viaggi e soggiorni turistici è considerata attività commerciale in base all’art. 148 TUIR, che la esclude come attività deccomercializzata insieme ad altre attività come per esempio la somministrazione di pasti, la vendita di beni nuovi, dalle attività agevolate per gli enti non commerciali.

Per le associazioni di promozione sociale ricomprese tra gli enti di cui all’articolo 3, comma 6, lettera e), della legge 25 agosto 1991, n. 287, le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell’interno, non si considerano commerciali, l’organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, sempreché le predette attività siano strettamente complementari a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e siano effettuate nei confronti degli associati.
Quindi solo per questo sottogruppo di associazioni i viaggi come complemento dell’attività istituzionale non sono considerate  attività commerciali.


Le attività agevolate e quelle escluse

Le attività agevolate, per la generalità delle associazioni, sono le seguenti:

• attività di prestazioni di servizi ai soci svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali, in presenza di corrispettivi specifici;
• cessione (a pagamento) di proprie pubblicazioni ai soci;
• cessione (a pagamento) di proprie pubblicazioni anche a non soci (purchè in modo non prevalente rispetto alle cessioni ai soci).

Vi sono poi ulteriori attività agevolate in funzione del tipo di associazione. Si vede come le attività più importanti sono quelle di prestazione di servizi. Si ricorda che, trattandosi di un regime agevolativo, le tipologie di attività non possono essere estese oltre quelle espressamente previste dall’art. 148 TUIR.
L’art. 148 del TUIR esclude espressamente da questo regime agevolato vari tipi di attività di prestazione di servizi nonché l’attività di commercio di beni nuovi, a cui occorre prestare molta attenzione.

TIPO DI ATTIVITA’ AGEVOLATAASSOCIAZIONI AGEVOLATE

Somministrazione di alimenti e bevande (-> bar)

Associazioni di Promozione Sociale SOLO SE iscritte agli enti di promozione nazionale

 

Organizzazione di viaggi e soggiorni turistici (-> esente ai fini IRES ma soggetta ad IVA)

• Associazioni di promozione sociale iscritte agli enti di promozione nazionale
• Associazioni Politiche
• Associazioni Sindacali
• Associazioni di Categoria
• Associazioni religiose riconosciute ai fini concordatari

Cessione delle pubblicazioni sui contratti collettivi di lavoro

• Associazioni Sindacali
• Associazioni di Categoria

Consulenza in materia di applicazione dei contratti collettivi e di legislazione del lavoro

• Associazioni Sindacali
• Associazioni di Categoria

ATTIVITÀ SEMPRE ESCLUSE DAL REGIME DELLA “DECOMMERCIALIZZAZIONE”:

• Cessione di beni nuovi prodotti per la vendita (-> commercio)
• Somministrazione di pasti (-> ristorante)
• Erogazione di acqua, gas, energia elettrica e vapore
• Prestazioni alberghiere
• Prestazioni di alloggio
• Prestazioni di trasporto
• Prestazioni di deposito
• Prestazione di servizi portuali e aeroportuali
• Gestione di spacci aziendali
• Gestione di mense
• Gestione di fiere ed esposizioni a carattere commerciale
• Pubblicità commerciale
• Telecomunicazioni e radiodiffusioni circolari

Si notano alcune particolarità:
• è agevolabile l’attività del bar, ma non quella del ristorante;
• è agevolabile l’attività di organizzazione di viaggi e soggiorni turistici, ma non quella di gestione di strutture ricettive.

Con la riforma del settore in molte Regioni non esiste più la differenza amministrativa tra bar e ristorante, uniti nella definizione di “pubblico esercizio”.

Per ottenere l’agevolazione occorre però che esista un nesso di stretta correlazione tra l’oggetto sociale indicato nello statuto e l’attività che, in concreto, viene svolta. In assenza di tale legame di “diretta attuazione” degli scopi sociali l’agevolazione non spetta e il fisco può recuperare a tassazione le quote incassate. Ad esempio un’associazione sportiva dilettantistica non può godere di questo regime agevolato per corsi di informatica o di lingue straniere. Un’associazione culturale deve effettuare corsi inerenti il proprio campo d’azione come indicato nello statuto: se è di natura artistica potrà fare corsi di storia dell’arte, ma non di cucina macrobiotica, se è di natura ambientalista potrà fare corsi di birdwatching e non potrà fare corsi di nuoto, ecc.. Un’OdV operante nel settore socio-assistenziale potrebbe organizzare corsi di psicologia o simili a pagamento per i propri soci.