15/b. Le associazioni di volontariato devono pagare l’IMU?

RISPOSTA (Autore: Alessia Stimamiglio, CSV Padova)


Dalla Gazzetta Ufficiale del 23 novembre 2012

È stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Economia n. 200 del 19 novembre 2012‚ ossia il Regolamento di attuazione dell’art. 91–bis‚ comma 3‚ del Decreto Legge n. 1/2012 (convertito nella L. n. 27/2012)‚ riguardante la disciplina IMU per gli enti non commerciali.

Il provvedimento è entrato in vigore dall’8 dicembre 2012. Il Decreto ministeriale recepisce il parere consultivo n. 4180 del 4 ottobre 2012 del Consiglio di Stato‚ conformandosi alle raccomandazioni formulate.
Nel dettaglio il provvedimento individua i casi di esenzione dall’IMU e stabilisce modalità e procedure per il pagamento dell’imposta‚ a partire dal 1° gennaio 2013.
Affinché le attività svolte da un ente non profit possano definirsi non commerciali occorrono due condizioni. La prima‚ preliminare‚ è che l’atto costitutivo o lo statuto dell’ente preveda:
– il divieto di distribuire utili e avanzi di gestione‚ oltre a fondi‚ riserve o capitale durante la vita dell’ente‚ in favore di amministratori‚ soci‚ partecipanti‚ lavoratori o collaboratori;
– l’obbligo di reinvestire gli eventuali utili e avanzi di gestione solo per sviluppare attività funzionali allo scopo istituzionale di solidarietà sociale;
– l’obbligo di devolvere il patrimonio dell’ente non commerciale‚ in caso di suo scioglimento per qualunque causa‚ ad altro ente non commerciale che svolga analoga attività.

Entro il 31 dicembre 2012‚ gli enti non commerciali che vogliano beneficiare dell’esenzione IMU devono‚ comunque‚ predisporre o adeguare il proprio statuto a quanto previsto dal Regolamento.
In presenza di questi requisiti preliminari‚ la seconda condizione per la non commercialità è che le attività svolte (assistenziali e sanitarie‚ didattiche‚ ricettive‚ culturali e ricreative‚ sportive) abbiano ulteriori requisiti‚ fissati dall’art. 4 del Decreto ministeriale.
Ai fini dell’esenzione dall’IMU le attività svolte dagli enti non profit devono essere gratuite o può essere chiesto versamento di corrispettivi di importo simbolico e‚ comunque‚ non superiore alla metà dei corrispettivi medi previsti per analoghe attività svolte con modalità concorrenziali nello stesso ambito territoriale‚ tenuto anche conto dell’assenza di relazione con il costo effettivo del servizio.
Per quanto riguarda il calcolo dell’imposta quando l’immobile viene usato anche per attività commerciali‚ il Decreto stabilisce che si determina con riferimento a tre elementi: superficie dell’immobile destinato a tale uso‚ altrimenti il tempo dedicato a tali attività oppure‚ come criterio residuale‚ il numero di soggetti nei confronti dei quali vengono svolte le attività con modalità commerciali.

Fonte: http://www.volontariato.lazio.it/notiziari/dettaglio.asp?idcanale=33&idinfo=9139

Altre informazioni:
DECRETO 19 novembre 2012 , n. 200 – Regolamento IMU
Riportiamo anche una nota predisposta dal Forum nazionale del Terzo Settore (formato .pdf)


Risoluzione n. 3 del 4 marzo 2013
del Ministero dell’Economia – Dipartimento delle Finanze

La risoluzione dice che il termine non è perentorio: non ci sono sanzioni per chi adegua o predispone lo statuto dopo il 31 dicembre 2012, e adeguamento o predisposizione non sono automaticamente invalidi solo perché fatti dopo la data fissata.

La Risoluzione n. 3 affronta anche un secondo quesito ed entra nel dettaglio dei requisiti generali, individuati, come già accennato, dall’articolo 3, comma 1, del Dm 200/2012, lettere a), b) e c), requisiti che presuppongono, ai fini dell’applicazione dell’esenzione, lo svolgimento, presso l’immobile, di un’attività senza fini di lucro da parte dell’associazione che, salvo eccezioni, ne è proprietaria.
Ciò significa, in linea generale, che:
– gli utili non devono essere ridistribuiti salvo i casi previsti dalla legge o possono essere distribuiti a Enc della stessa struttura che svolgono la stessa attività istituzionale o “altre attività istituzionali direttamente e specificamente previste dalla normativa vigente” (lettera a)
– gli avanzi di gestione devono essere reinvestiti per gli scopi istituzionali (lettera b)
– in caso di scioglimento, il patrimonio deve essere devoluto ad altro ente non commerciale che svolge “analoga attività istituzionale” (lettera c).

A tal proposito, il Dipartimento delle Finanze chiarisce che:
– per “altre attività istituzionali direttamente e specificamente previste dalla normativa vigente” (lettera a), s’intendono quelle individuate dalla lettera i), comma 1, articolo 7 del Dlgs 504/1992, norma che definisce le esenzioni dall’Ici per gli enti non commerciali
– è considerata “analoga attività istituzionale” (lettera c) un’attività affine od omogenea. La promozione della cultura può essere, per esempio, equiparata all’attività didattica espressamente prevista dall’articolo 7 del Dlgs 504/1992.

Vedi la risoluzione n.3

Risoluzione n. 4 del 4 marzo 2013 del Ministero dell’Economia – Dipartimento delle Finanze

Se un’ente non commerciale dà in comodato gratuito un suo immobile ad un altro ente non commerciale per lo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali o sportive (e a tutte quelle previste dal comma 1 , lettera i dell’articolo 7 del decreto legislativo 504/92) può comunque applicare l’esenzione Imu, se ne ha diritto.
Questo vale anche se l’ente che riceve l’immobile in comodato appartiene alla stessa struttura dell’ente concedente.
L’organizzazione senza scopo di lucro che opera nell’immobile non deve naturalmente pagare l’Imu perché non è soggetto passivo, ma deve “fornire all’ente non commerciale che gli ha concesso l’immobile tutti gli elementi necessari per consentirgli l’esatto adempimento degli obblighi tributari sia di carattere formale sia sostanziale”.

Vedi la risoluzione n.4