14/b. Da quale anno è obbligatoria la rendicontazione del 5 per mille? Per un’associazione di volontariato come si possono spendere le somme ricevute con il 5 per mille? Ho ricevuto un contributo da 5 per mille superiore a 20.000 euro a chi devo inviare la rendicontazione? Se il 5 per mille non è stato utilizzato entro un anno dal ricevimento, devo restituirlo?

RISPOSTA (Autore: Alessia Stimamiglio, CSV Padova)

L’art. 3, comma 6, della L. 244/07, ha inserito dall’1/1/2008 l’obbligo di rendicontazione a carico degli enti non profit beneficiari delle donazioni del 5 per mille. L’associazione dovrà pertanto redigere un apposito e separato rendiconto – corredato da una relazione illustrativa – nel quale devono indicare in modo chiaro e trasparente quale sia stata la destinazione delle somme percepite. La rendicontazione è obbligatoria per i fondi riscossi dal 2008 in avanti (si ritiene anche se relativa ad anni precedenti).  La redazione di questo documento dovrà essere effettuata entro un anno dalla ricezione del contributo.

In sostanza viene esteso alle donazioni del 5 per mille il regime previsto, in generale, per le raccolte fondi occasionali. L’Agenzia delle Entrate, per quanto riguarda in generale le raccolte occasionali di fondi, ritiene che essi debbano essere destinati prevalentemente a specifici progetti e non a coprire le ordinarie spese di gestione dell’ente non profit. Una specifica arriva dal Decreto del Presidente del Consiglio del 23/04/2010 in cui all’art.12 comma 6 si specifica che le somme erogate quali contributo del cinque per mille non possono essere utilizzate per coprire le spese di pubblicità sostenute per fare campagna di sensibilizzazione sulla destinazione della quota del cinque per mille dell’imposta sui redditi delle persone fisiche, trattandosi di importi erogati per finalità di utilità sociale.

Le organizzazioni che hanno percepito contributi di importo pari o superiore a 20.000 euro (15.000 fino al 5 per mille 2008) sono obbligate a inviare tale rendicontazione al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali – Direzione Generale per il Volontariato, l’Associazionismo e le Formazioni Sociali, Divisione I. Le organizzazioni che hanno percepito contributi di importo inferiore non sono tenuti all’invio del rendiconto e della relazione, che dovranno comunque redigere entro un anno dalla ricezione degli importi, conservare per dieci anni e inviare – a richiesta dei Ministeri competenti – per finalità di controllo. I rendiconti e le relative relazioni dovranno essere trasmesse, entro 30 giorni dalla data ultima prevista per la compilazione, all’amministrazione competente alla erogazione delle somme, per consentirne il controllo. A tal fine, la medesima amministrazione potra’ richiedere l’acquisizione di ulteriore documentazione integrativa.

Il Decreto del Presidente del Consiglio del 23/04/2010 all’art.13h ha previsto la possibilità di recupero, da parte dell’Erario, dei contributi erogati nei seguenti casi:
a) qualora la erogazione delle somme sia stata determinata sulla base di dichiarazioni mendaci o basate su false attestazioni anche documentali (in tale ipotesi, e solo dopo apposita contestazione e svolgimento di un procedimento in contraddittorio, il Ministero competente provvede al recupero delle somme e trasmette gli atti all’autorità giudiziaria);
b) qualora le somme erogate non siano state oggetto di rendicontazione;
c) qualora gli enti che hanno percepito contributi di importo pari o superiore a 20.000 euro non inviino il rendiconto e la relazione;
d) qualora, a seguito di controlli l’ente beneficiario sia risultato non in possesso dei requisiti che danno titolo all’ammissione al beneficio;
e) qualora gli enti che hanno percepito contributi di importo inferiore a 20.000 euro non ottemperino alla richiesta di trasmettere, ai fini del controllo, il rendiconto, la relazione illustrativa e la ulteriore documentazione eventualmente richiesta.

Il recupero del contributo comporterà l’obbligo a carico del beneficiario di riversare all’erario, entro il termine di sessanta giorni dalla notifica del provvedimento contestativo, l’intero ammontare percepito, rivalutato secondo gli indici ufficiali Istat di inflazione in rapporto ai “prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati”, e maggiorato degli interessi corrispettivi al tasso legale. Ove l’obbligato non ottempererà al versamento entro il termine fissato, il recupero coattivo dei contributi e degli accessori al contributo stesso, rivalutazione ed interessi, verrà disposto secondo le modalità’ previste dalla normativa vigente.