12/d. Un’azienda dona all’associazione euro 1000,00 in contanti. Può dedurlo o detrarlo? Che ricevuta devo lasciare? Differenza fra detrazione fiscale e deducibilità fiscale; qual è la formula più conveniente per chi fa l’offerta? Quando è obbligatoria la contabilità analitica?

RISPOSTA (Autore: Alessia Stimamiglio, CSV Padova)

La detraibilità fiscale riguarda solo le persone fisiche e consiste nel detrarsi dalle imposte sul reddito una percentuale della donazione eseguita, la deducibilità delle donazioni riguarda sia le persone giuridiche che le persone fisiche.

Per la detraibilità si fa riferimento al D.LGS. 460/97. Le erogazioni devono essere effettuate esclusivamente tramite movimento bancario o postale (bonifici, assegni intestati, versamenti sul conto) o con l’uso di carte di credito e strumenti simili, godono della detrazione del 19% ai fini IRPEF, in sostanza il privato che eroga € 1.000,00= risparmierà € 190,00= di IRPEF, per cui il suo esborso netto sarà pari a € 810,00=. Occorre fare attenzione che si tratta di una detrazione dall’imposta e NON dal reddito. Per cui se un cittadino, per ipotesi, non ha alcuna imposta nella sua dichiarazione dei redditi (caso raro ma possibile di chi ha solo redditi esenti o redditi di capitale tassati alla fonte in via definitiva) o ha un’imposta molto bassa (es. pensionati con altri redditi esenti), non potrà di fatto godere (in tutto o in parte) del risparmio fiscale. (tratto da paragrafo 10.2.2  T. Cericola – Aspetti amministrativi e fiscali).
La deducibilità è prevista dall’art. 14 del D.L. 35/2005 per le persone fisiche, (regime che non cancella, ma si affianca e sovrappone a quello previsto dal D. LGS. 460/97 per le ONLUS e dalla L. 383/2000 per le A.P.S) e da tutte le normative citate per le persone giuridiche. Si precisa che il D.L. 35/2005 non richiede espressamente l’uso obbligatorio di un movimento bancario o postale, come invece avviene per le offerte previste dal D.LGS. 460/97 e dalla L. 383/2000. Tuttavia la C.M. 39/2005 ritiene che tale modalità di pagamento sia obbligatoria, per analogia con le norme appena richiamate. L’erogazione costituisce un onere deducibile dal reddito complessivo pertanto, per le persone fisiche il risparmio d’imposta è variabile in funzione della propria situazione reddituale, a partire dal 23% (prima aliquota IRPEF). (tratto dal paragrafo 10.3 T. Cericola – Aspetti amministrativi e fiscali), mentre per le persone giuridiche il risparmio d’imposta è pari al 27,5% della donazione effettuata. La possibilità di applicare il D.L. 35/2005 è vincolato alla tenuta, da parte dell’associazione beneficiaria,  di scritture contabili complete e analitiche, rappresentative dei fatti di gestione e alla redazione, entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, di un apposito documento rappresentativo della situazione patrimoniale, economica e finanziaria (stato patrimoniale e rendiconto gestionale).

Tutte le normative citate prevedono limiti di detraibilità o deducibilità ben precisi.

Ne deriva che sia i donatori che i beneficiari dovranno valutare nei singoli casi quale sia il regime fiscale più conveniente per la specifica erogazione liberale.

È opportuno che l’associazione rilasci una ricevuta da cui si rilevino almeno i seguenti dati: la sua qualifica di ONLUS e, vista la possibilità di scelta tra più regimi di erogazioni liberali, il regime utilizzato, per evitare contestazioni da parte del fisco sul tipo di detrazione/deduzione che ogni donatore può effettuare nella propria dichiarazione dei redditi. Per i modelli di ricevuta si rinvia seguente link: https://www.csvpadova.org/index.php?option=com_content&view=article&id=237:modelli-ricevute-per-erogazioni-liberali&catid=14:adempimenti-e-moduli&Itemid=185