12/a. Possiamo ammettere come soci delle persone minorenni? Che diritti hanno?

 

RISPOSTA (Autore: Davide Cester, Avvocato)

La possibilità per un minore di essere socio di una OdV, con tutti gli obblighi e i diritti che ne derivano, non è certa.
L’OdV è infatti non altro che un negozio (contratto) e come tale può essere concluso (o può essere oggetto di adesione) solo da chi ha la “capacità di agire” che, ai sensi dell’art. 2 del codice civile, si acquista con il compimento della maggiore età.
Tuttavia, sulla base di altre norme italiane e internazionali (es. art. 15 della Convezione di New York sui diritti del fanciullo del 20/11/1989), si può sostenere che il minore:
• ha la capacità di compiere quei piccoli atti della vita quotidiana che non rechino a lui pregiudizio (es. acquisto di un libro o di vestiario) e
• ha la facoltà di compiere quegli atti legati all’esercizio dei diritti e libertà fondamentali della persona (art. 2 Costituzione), tra cui rientra anche il diritto/libertà di associarsi, riconosciuto dalla Costituzione (art. 18) a tutti i cittadini, e quindi anche ai minori di età.

Quindi:
a) la Costituzione garantisce il diritto del minore (o dei minori) di associarsi, ovvero di fondare e partecipare ad una OdV;
b) l’OdV può prevedere (nello statuto) o consentire (di volta in volta) l’ammissione di soci minorenni, sempre che ciò non sia vietato dallo statuto;
c) è però pienamente legittima una clausola dello statuto che esclude l’ammissione di soci minorenni, poiché non esiste un diritto del minore di far parte di qualunque OdV;
d) nel caso delle OdV, la facoltà di avere come aderenti anche minorenni è favorita dal fatto che l’attività di volontariato è una attività materiale che di per sé non comporta il compimento di atti giuridici e quindi la capacità di agire; né la L. 266/91 prevede alcuna limitazione.

Ciò posto, si consiglia:
• di verificare che la polizza assicurativa “copra” anche i volontari minorenni;
• in ragione dei principi in tema di capacità di agire, e a scopo precauzionale, di ottenere il consenso del genitore all’ammissione del socio minorenne, e cioè di far firmare al genitore (magari insieme al minore) la richiesta di adesione. Ciò perché l’esercizio di diritti del minore va sempre armonizzato con le legittime interferenze di chi esercita la potestà e quindi ha una particolare funzione giuridica di protezione, educazione o vigilanza.

Quanto all’esercizio dei diritti associativi da parte del minore:
• il diritto di intervento in assemblea va considerato diretta esplicazione della libertà di associazione e quindi discende in capo al minore anche solo per effetto dell’ammissione a socio;
• anche il diritto di voto (elettorato attivo) può discendere dalla posizione di socio, soprattutto quando non comporta rilevanti conseguenze di carattere giuridico o economico in capo al minore (qualche problema potrebbe sorgere per esempio con riferimento all’assemblea che approva il bilancio, ma anche questa non sembra idonea ad influire in maniera determinante sul patrimonio del minore);
• più dubbio è probabilmente il diritto di elettorato passivo, ovvero quello di proporsi per le cariche associative, se e in quanto implicano il compimento di veri e propri atti giuridici;
• si deve comunque ritenere che lo statuto possa escludere l’esercizio dei diritti sociali del socio minore, prevedendo uno “status” speciale e più limitato (ad es. “socio junior”, si pensi agli enti con finalità specificamente educative, in cui il voto è attribuito agli adulti educatori). Nel caso delle OdV, in particolare, la minore età può costituire una valida causa di eccezione alla regola della “struttura democratica” (art. 3, comma 3 L. 266/91) per cui l’OdV deve adottare un trattamento analogo per tutti i soci;
• lo statuto può anche prevedere che il voto sia esercitato dal genitore, in quanto rappresentante legale, fino al compimento della maggiore età. Incerto è se, in assenza di disposizioni dello statuto, il genitore possa pretendere dall’OdV di esercitare i diritti del figlio in quanto legale rappresentante: si consiglia alle OdV di chiarire questo aspetto con i genitori prima dell’ammissione a socio del figlio, al fine di evitare incomprensioni. L’elettorato passivo (cioè di farsi eleggere) non può in ogni caso essere esercitato dal genitore, in quanto atto personalissimo del socio.