10/a. L’ OdV può o deve essere titolare di una partita Iva?

 

RISPOSTA (Autore: Chiara Beghetto, CSV Padova)

Le operazioni svolte da una OdV nello svolgimento dell’attività istituzionale e nello svolgimento delle attività “commerciali o produttive marginali” di cui al D.M. 25/05/1995 richiedono solo l’attribuzione del codice fiscale e non l’apertura della partita Iva. Pertanto, in questi casi, non dovrà essere aperta la partita Iva.
In base alla L. 266/91 infatti, ai fini fiscali tali operazioni non costituiscono cessioni di beni né prestazioni di servizi, e quindi sono fuori dal campo Iva. L’OdV dovrà quindi pagare anche l’Iva sugli acquisiti che i fornitori addebitano insieme al prezzo del bene o del servizio e – al pari di ogni consumatore finale – non potrà detrarla.

Si sconsiglia di aprire la partita Iva in caso di svolgimento di operazioni del tutto estranee al campo Iva, poiché, anche in questo caso, l’OdV soggetto Iva sarebbe comunque tenuta, in base all’art 8 D.P.R. 322/98, alla presentazione della dichiarazione annuale.

Se l’OdV decide invece di svolgere anche una attività commerciale non marginale (e cioè una attività commerciale che va oltre i limiti descritti dal D.M. 25/05/1995) dovrà aprire la partita Iva attraverso la compilazione del modello AA7/6 da presentare all’Ufficio delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio della stessa. In tal caso l’OdV diventerà “soggetto passivo” Iva: potrà detrarre l’Iva pagata sugli acquisti e dovrà applicare l’Iva ai beneficiari dell’attività (coloro che acquistano il servizio o il bene); dovrà tenere i registri Iva e inviare la dichiarazione annuale.

Tuttavia, è importante sottolineare che, per vari commentatori lo svolgimento, insieme all’attività istituzionale, di un’attività commerciale “non marginale” comporta l’impossibilità di ottenere o di conservare l’iscrizione nel Registro Regionale del Volontariato, poiché, in base alla L. 266/91, le OdV iscritte potrebbero svolgere solamente attività commerciali marginali.