DOMANDA

La nostra associazione garantisce attività e servizi per persone con disabilità. Come possiamo gestire l’autorizzazione per il trattamento dei dati?

RISPOSTA
Avv. Davide Cester – consulente CSV Padova

Se l’utente è maggiorenne e non è interdetto né inabilitato né sottoposto ad amministrazione di sostegno, è considerato pienamente capace d’agire ai sensi dell’art. 2 codice civile. Quindi il suo consenso al trattamento è presupposto come valido; può essere annullato ai sensi dell’art. 428 c.c. dagli eredi o aventi causa se era incapace di intendere e di volere nel momento in cui lo ha prestato e se l’aver dato il consenso reca a lui pregiudizio.

A rigore, quindi, nel caso non esista un provvedimento di limitazione della capacità di agire, il modulo dovrebbe prevedere anche (e soprattutto) la firma dell’interessato (anche se richiederla in effetti assomiglia ad una ipocrisia), a cui si può aggiungere anche quella del genitore nel caso di incapacità anche temporanea di intendere e di volere.
La strada maestra per gli utenti, se effettivamente incapaci, è quella di avere un amministratore di sostegno (che firmerà il modulo privacy quale a.d.s. e senza aver riguardo allo stato di incapacità temporanea). Lo stesso valgasi per tutore e curatore.
In definitiva, il modulo può andare bene con alcune correzioni: a) non esiste una incapacità di agire “temporanea” ma una incapacità di intendere e di volere “temporanea”; b) va inserito il riferimento al GDPR e non al D.Lgs. n. 196/2003; c) vanno fatti firmare entrambi i genitori oppure specificato che quello che firma lo fa nel rispetto delle norme sulla responsabilità genitoriale.