La “fase 2” legata all’emergenza che ha preso il via il 4 maggio scorso, nell’ambito di Padova capitale europea del volontariato si traduce nella “fase 1+1=3”, perché la portata relazionale del volontariato è un valore aggiunto che moltiplica i benefici e perché la nuova fase si fonda su tre elementi indispensabili:

  • il protagonismo del volontariato e delle organizzazioni del Terzo settore nel dare le risposte ai bisogni della nuova fase dell’emergenza attraverso il progetto “Per Padova noi ci siamo”;
  • il coordinamento e la collaborazione tra CSV, Comune e Diocesi e moltissime organizzazioni profit e no profit. Un elemento che già nella prima fase si è dimostrato vincente e che ora diventa caratteristica strutturale che permette la gestione dell’emergenza e pone le basi per una nuova modalità di lavoro;
  • il terzo elemento è un grande percorso culturale – denominato “Ripensiamo insieme l’Italia” che farà della nostra città quel laboratorio di sperimentazione e produzione culturale utile al Paese e all’Europa nell’individuazione di prassi e modalità per la ricostruzione dei tessuti sociali ed economici.

Per Padova noi ci siamo: un riepilogo della prima fase

Il progetto “Per Padova noi ci siamo”avviato da CSV, Comune e Diocesi sabato 14 marzo, tra i primi in Italia – ha attivato una rete tra le realtà associative, i servizi pubblici, i servizi Caritas e le realtà produttive presenti sul territorio; ha attivato e potenziato i servizi della telefonata amica, consegna a domicilio di beni di prima necessità e risposta abitativa per i senza dimora e – in particolar modo – ha gestito il coordinamento dei volontari che hanno dato la loro disponibilità. A queste azioni si è aggiunta la necessità di aiutare alunni e studenti che apparivano penalizzati dalle nuove modalità di istruzione a distanza per la mancanza di pc e connessione adeguata, per disabilità che impediscono una piena fruizione di una didattica da remoto, o per situazioni di povertà educativa in famiglia e nel contesto di vita. I volontari, formati adeguatamente e dotati di tutte le coperture assicurative e i dispositivi di protezione individuali necessari, sono stati suddivisi per quartiere in modo da rispondere in maniera efficace e pronta ai bisogni espressi.

La fase “1+1=3”

Nella nuova fase, il progetto “Per Padova noi ci siamo” continua con l’azione immediata di risposta alle emergenze, distribuzione generi di prima necessità e individuazione di azioni di sostegno dei soggetti più deboli, e si implementa di nuove azioni di supporto alla delicata fase di riapertura.

I volontari che hanno dato disponibilità a continuare la loro azione – ad oggi più di 500 – saranno impiegati infatti anche per l’apertura e la sorveglianza dei 32 parchi pubblici del Comune di Padova, riaperti da lunedì 4 maggio. I volontari avranno un ruolo di supervisione per evitare assembramenti, e saranno attivi 7 giorni su 7, dalle 11 alle 12.30 e dalle 15 alle 17.
Per dare risposta ai bisogni dei bambini e degli studenti – e garantire un sostegno alle famiglie nelle quali i genitori hanno ripreso il lavoro – si stanno cercando spazi utili per i centri estivi e riavviare la scuola, contando su associazioni, parrocchie e cooperative grazie al coordinamento dell’assessorato all’Istruzione.
Con l’esaurimento dei buoni spesa, i beni di prima necessità saranno garantiti grazie alle spese solidali che i cittadini possono continuare a fare in 69 punti vendita della grande distribuzione – Alì, Despar, Pam, NaturaSì, Coldiretti, Tigotà e Lidl – implementate con fondi del progetto. Tutta la merce raccolta dai volontari, viene stoccata in 6 magazzini, uno per quartiere e poi distribuita sulla base delle richieste che pervengono al numero dedicato. Nella nuova fase il coordinamento delle operazioni di consegna delle spese sarà gestito direttamente dalle associazioni di volontariato che, con il DPCM del 26 aprile, hanno potuto riprendere le attività.
Prosegue anche l’accoglienza delle 52 persone senza dimora presso “Casa Arcella”, in collaborazione con la Caritas diocesana: un’esperienza di accoglienza notturna e diurna che sta facendo pensare a nuovi percorsi di inserimento sociale per le persone in situazioni di grave emarginazione.

Il volontariato padovano, anche grazie alla cornice di Padova capitale europea del volontariato, ha svolto un ruolo decisivo sia nella formulazione delle modalità di gestione dell’emergenza, sia nella strutturazione rapida ed efficace di risposte a bisogni emersi con così tanta urgenza ed inderogabilità.

Il CSV Padova insieme agli altri soggetti che fanno parte del comitato di Padova capitale europea del volontariato e alle associazioni intende proporre e mettere in discussione spunti, temi, proposte e iniziative che possono contribuire a questo «nuovo inizio».
Scopri il progetto “Ripensiamo insieme l’Italia”