Una volta soddisfatti tutti questi requisiti l’ente può optare per il regime ONLUS (v. D.M. 18/7/2003 n.266), inviando per raccomandata a.r. in plico senza busta (o con consegna diretta a mano) alla Direzione Regionale delle Entrate con sede nel capoluogo regionale:
– il modulo di iscrizione
– il modulo contenente varie informazioni sull’ente e sull’attività (autocertificazione)
(per i modelli si veda la sezione adempimenti e moduli)

Il fisco, previa verifica formale dei documenti inviati, entro 40 giorni dal ricevimento della domanda, respinge o accetta l’iscrizione dell’ente nell’”Anagrafe delle ONLUS”. L’iscrizione ha efficacia costitutiva ai fini delle agevolazioni/esenzioni da ONLUS, a valere dalla data di spedizione della raccomandata. Se tale spedizione è stata fatta nei 30 gg. dalla data di costituzione dell’ente, l’iscrizione retroagisce a tale data.

Anche dopo l’iscrizione la D.R.E. può svolgere accertamenti e controlli e, se del caso, emanare un atto di cancellazione dall’Anagrafe delle ONLUS, impugnabile avanti la Commissione Tributaria Provinciale.

Alla D.R.E. vanno comunicate le successive variazioni dei dati (sede, legale rappresentante, ecc).

L’uscita dal regime ONLUS può avvenire:
– per volontà dell’ente
– per perdita dei requisiti accertata dalla D.R.E., quando l’atto sia diventato definitivo.

L’uscita dall’Anagrafe ONLUS comporta la perdita dei benefici fiscali.

Tale uscita non comporta la necessaria messa in liquidazione dell’ente, che può benissimo proseguire la sua attività senza la qualifica di ONLUS. Tuttavia l’Agenzia delle Entrate (C.M. 168/98) ritiene che in questo caso vi sia l’obbligo di devolvere l’intero patrimonio ad altra ONLUS o a fini di pubblica utilità, sentito il parere dell’Agenzia per le Onlus. Recentemente l’Agenzia delle Entrate (circ. 31/10/2007 n. 59) ha confermato questa impostazione, con  l’unica possibilità di poter escludere dalla devoluzione il patrimonio preesistente all’acquisto della qualifica di ONLUS, se esiste idonea documentazione contabile (in sostanza occorrono i bilanci precedenti). Si tratterebbe, insomma, di un caso di devoluzione del patrimonio solo parziale.
Sul punto si veda anche l’atto di indirizzo emanato dall’Agenzie per le ONLUS in data 7/5/2008, che ha dato indicazioni operative per l’acquisizione del parere preventivo in merito a tale devoluzione parziale del patrimonio.