La collaborazione occasionale è stata sostituita nel 2015, attraverso il cd. “Jobs act” con il “lavoro autonomo occasionale”.

Si tratta di lavoro autonomo (ai sensi art. 2222 cod. civil).

Ciò che contraddistingue questa tipologia di lavoro è l’assenza di coordinamento con l’attività del committente, il carattere episodico dell’attività e la mancanza di continuità della prestazione.

Il lavoratore autonomo occasionale deve poter svolgere la sua attività in modo autonomo e non essere vincolato dal committente a orari rigidi e predeterminati, fatte salve ovviamente specifiche esigenze dell’associazione. In questo tipo di collaborazione, quindi, il lavoratore agisce in assenza di rischio economico, non è tenuto a rispettare un orario di lavoro preci­so e la sua attività va intesa non come strutturale all’intero ciclo produt­tivo, ma solo come di supporto al raggiungimento di obiettivi momenta­nei del committente (istituzionali).

Questa modalità lavorativa non prevede né un contratto scritto né l’obbligo di applicare le regole sulla prevenzione degli infortuni o altre norme previste per gli altri lavoratori.

L’importo del compenso non è discriminante della tipologia del rapporto e può anche superare € 5.000,00= per anno solare e per singolo committente. Tale limite è invece rilevante per i contributi INPS.

Ai fini fiscali l’ente che eroga un compenso occasionale è tenuto:
a) ad effettuare la ritenuta d’acconto IRPEF del 20% (tramite mod. F24 con codice 1040)
b) a rilasciare entro il 28/2 dell’anno successivo l’apposita Certificazione Unica attestante le somme pagate e le ritenute versate
c) a presentare entro il 30/9 la dichiarazione dei sostituti d’imposta mod. 770
d) a includere nella base imponibile IRAP il compenso pagato
e) a presentare la dichiarazione annuale all’INPS, nel caso siano versati i relativi contributi (oltre i 5.000,00 Euro lordi).

Tali adempimenti prescindono dall’esercizio o meno di un’attività commerciale da parte dell’ente.

Il compenso è escluso da IVA ex art. 5 del D.P.R. 633/72, per cui il percipiente non deve tenere le scritture contabili.
Per il percettore si tratta di un reddito “diverso” da indicare nel proprio mod. 730 o unico persone fisiche ex 740, inserendo come credito la ritenuta subita dall’IRPEF complessivamente dovuta.

Fac-simile dichiarazione per lavoro autonomo occasionale
Fac-simile ricevuta di compensi derivanti da lavoro autonomo occasionale