Padova, 30 ottobre 2018 – Quando scende la notte, Padova cambia volto. Lungo le vetrate dei palazzi che fiancheggiano il viale che collega la stazione dei treni al centro storico a specchiarsi non sono più uomini in giacca e cravatta o donne eleganti che lavorano all’interno di quegli edifici, per lo più di istituti bancari. I volti che appaiono sono invece proprio quelli di chi, ironia della sorte, ha perso i soldi e, con quelli, la dignità. È il popolo degli “invisibili”: invisibili per noi cittadini, che spesso facciamo finta di non sapere e invisibili per loro stessi che, vivendo per strada, fanno fatica a ritrovare un’identità. Sono donne e uomini che a causa della perdita di lavoro, di separazioni, dipendenze o per la crisi economica si sono trovati senza casa e senza famiglia. Stiamo parlando di circa 500 persone solo a Padova, anche se è difficile avere dati precisi, alle quali è necessario dare una mano per aiutarle a ricostruire il loro futuro.
A queste persone il CSV Padova ha deciso di dedicare, non solo idealmente, l’ultima tappa della candidatura di Padova capitale europea del volontariato 2020.
Il 25 ottobre scorso a Bruxelles, davanti alla commissione del CEV – Centro Europeo del Volontariato e ai rappresentanti delle città capitale europea 2018 e 2019 è stato proiettato un emozionante cortometraggio, realizzato da Andrea Azzetti di Studio All Image e Federico Massa dell’Associazione Gulliver. Il protagonista è Mirko Rossetto che da “ultimo”, dopo aver vissuto in strada a seguito di problemi economici, è divenuto volontario dell’associazione Guardian Angels di Padova per aiutare chi oggi si trova nella sua stessa situazione di alcuni anni fa.
Attraverso questo cortometraggio i rappresentanti del Comune di Padova e del CSV Padova presenti a Bruxelles hanno voluto portare attenzione sulla problematica delle persone senza dimora per sottolineare che dietro ad ogni persona c’è una storia e che, anche in questo campo, il volontariato può fare la differenza.
“Il problema delle persone che vivono in strada non può emergere solo all’inizio dell’inverno per le difficoltà dovute al freddo. – commenta Emanuele Alecci, presidente CSV Padova – I posti letto a Padova, conteggiando i dormitori ordinari e le accoglienze straordinarie, arrivano al massimo a 250. Il che significa che almeno per 1 persona su 2 non c’è attualmente una soluzione pronta, in inverno come in estate – periodo in cui i posti letto diminuiscono. A questo c’è da aggiungere il fatto che oltre alla notte esistono le giornate, dei pasti caldi da garantire, dei percorsi di inserimento nella società da costruire personalizzati per ciascuno. È un impegno che vogliamo assumerci come Centro Servizio Volontariato provinciale di Padova insieme all’amministrazione comunale e alle circa 15 realtà no profit già impegnate da anni per far fronte a questa problematica”.
Indipendentemente dal fatto che Padova il 5 dicembre venga eletta capitale europea del volontariato per il 2020, la città continuerà a far luce sulle situazioni più fragili per costruire una comunità includente e che, grazie al lavoro sinergico tra istituzioni e realtà del terzo settore, riesca a trasformare i problemi emergenziali in risposte di medio-lungo periodo. Perché a nessuno deve essere rubato il futuro.

Guarda il video: https://youtu.be/6lMDjB6LaiM