Con la L. 97/2017 del 23 giugno 2017 entrano in vigore i nuovi “voucher” per le prestazioni di lavoro occasionali.

Novità anche per le associazioni

Con l’entrata in vigore della Legge n. 97/2017 (23 giugno 2017), entrano in campo le nuove Prestazioni Occasionali che sostituiscono il lavoro accessorio (c.d. voucher) abrogato dalla legge n. 49 del 20 aprile 2017.

Queste le principali caratteristiche:
1- Il contratto può essere attivato e gestito esclusivamente attraverso la piattaforma informatica Inps, garantendo quindi una piena e generalizzata tracciabilità dei compensi, senza passaggio di contanti e con modalità semplificate di regolarizzazione della posizione contributiva e assicurativa del lavoratore.

PRIMA – Era possibile acquistare i voucher anche in banca o nelle tabaccherie.

2- Possono attivare i contratti di prestazione occasionale solo le microimprese con non più di cinque dipendenti a tempo indeterminato, professionisti, non profit, amministrazioni pubbliche (con i vincoli specificati di seguito).

PRIMA – Non esisteva alcun limite alle dimensioni delle aziende che potevano attivare i voucher.

3- Ciascun utilizzatore (associazione) può attivare in un anno uno o più contratti di prestazione occasionale per un valore complessivo non superiore a 5.000 euro netti. Se i contratti sono rivolti a pensionati, studenti fino a 25 anni, disoccupati e percettori di prestazioni di sostegno al reddito, tale importo aumenta fino a 6.666 euro. Ciascun lavoratore occasionale può sottoscrivere in un anno uno o più contratti di prestazione occasionale per un valore complessivo non superiore a 5.000 euro netti. Inoltre, tra un singolo utilizzatore e un singolo prestatore l’entità economica delle prestazioni che possono essere acquisite e rese non può superare i 2.500 euro l’anno.

PRIMA – Gli unici limiti esistenti erano di 7.000 euro netti l’anno in capo al singolo prestatore di lavoro accessorio e di 2.000 euro netti l’anno (3.000 per i percettori di prestazioni integrative del salario o sostegno al reddito) per i singoli rapporti tra prestatore di lavoro e committente imprenditore o professionista (non famiglie, pubbliche amministrazioni o non profit). Ciascun committente non era sottoposto quindi ad alcun limite complessivo nell’uso dei buoni lavoro, che poteva utilizzare anche per la sua attività ordinaria e senza alcun requisito di occasionalità.

Si segnala che le prestazioni occasionali, previste dalla Legge n. 97/2017, non hanno nulla a che vedere con le prestazioni autonome occasionali disciplinate dall’art. 2222 del c.c., per le quali continua ad applicarsi la normativa di riferimento (e ritenuta del 20% da versare entro il 15 del mese successivo al pagamento). La differenza attiene essenzialmente alla professionalità prevista in capo al collaboratore autonomo occasionale, il quale si impegna a compiere un’opera o un servizio prevalentemente attraverso il proprio lavoro e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente. In pratica, il prestatore d’opera svolge la propria attività lavorativa con le seguenti caratteristiche: completa autonomia gestionale, nessun coordinamento con il committente e nessuna continuità nella esecuzione della prestazione.

Maggiori dettagli:
> Le microimprese non possono acquisire prestazioni di lavoro occasionali da soggetti con i quali abbiano in corso o abbiano cessato da meno di sei mesi un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa.

PRIMA – L’utilizzo dei voucher non era consentito solo se il lavoratore era contemporaneamente impiegato presso il medesimo datore di lavoro, con un contratto di lavoro dipendente a tempo pieno o parziale.

> Nel caso in cui le prestazioni rese dal lavoratore in un anno presso lo stesso utilizzatore (ad eccezione della pubblica amministrazione) superino il compenso di 2.500 euro o la durata complessiva di 280 ore, il rapporto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo pieno e indeterminato.

PRIMA – Non era previsto.

> Dall’attivazione dei contratti di prestazione occasionale sono escluse le imprese dell’edilizia e di settori affini, esercenti l’attività di escavazione e/o lavorazione di materiale lapideo, del settore delle miniere, cave e torbiere. Non si può ricorrere a questi contratti nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi. Le imprese del settore agricolo possono ricorrere solo al lavoro occasionale di pensionati, studenti fino a 25 anni, disoccupati e percettori di sostegno al reddito, purché non iscritti l’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Le amministrazione pubbliche, nel rispetto dei vincoli di contenimento delle spese personale, possono farvi ricorso esclusivamente per esigenze temporanee o eccezionali (progetti speciali per categorie di soggetti in stato di povertà, disabilità, detenzione, tossicodipendenza, di fruizione di ammortizzatori sociali; lavori di emergenza correlati a calamità o eventi naturali improvvisi; attività di solidarietà; organizzazione di manifestazioni).

PRIMA – Anche le imprese del settore edile e di altri affini per rischiosità (come quelli elencati) potevano acquistare i voucher. Le aziende del settore agricolo con un volume di affari fino a 7.000 euro potevano utilizzare i voucher per qualsiasi attività lavorativa. Se il loro volume di affari era superiore, potevano essere utilizzati invece solo per le attività stagionali e impiegando solo studenti fino a 25 anni e pensionati. I committenti pubblici potevano ricorrere al lavoro accessorio nel rispetto dei vincoli di contenimento delle spese di personale, senza ulteriori specificazioni.

> Il prestatore di lavoro occasionale ha diritto al riposo giornaliero, alle pause e ai riposi settimanali, nonché alla tutela della salute e della sicurezza.

PRIMA – Nessuno di questi diritti era riconosciuto.

> Il compenso orario minimo è pari a 9 euro netti (nel settore agricolo è invece pari all’importo della retribuzione oraria delle relative prestazioni di natura subordinata) e 12,41 euro lordi. Il compenso netto erogato non può essere inferiore a 36 euro, da corrispondere per prestazioni che abbiano una durata anche inferiore e, comunque, non superiore a 4 ore continuative nell’arco della giornata, fatto salvo quanto stabilito per il settore agricolo.

PRIMA – Il valore netto di ogni voucher era di 7,50 euro e con esso potevano essere retribuite prestazioni di non più di un’ora.

> L’impresa versa alla Gestione separata Inps i contributi previdenziali pari al 33% e la quota per la copertura assicurativa Inail pari al 3,5%.

PRIMA – I contributi previdenziali erano pari al 13%, mentre la copertura assicurativa corrispondeva al 7% (con l’esclusione del settore dell’edilizia e degli altri affini ad alta rischiosità, il premio assicurativo si è ridotto).

Il testo è tratto da: http://www.rapportiparlamento.gov.it/focus/lavoro-occasionale-nuove-norme-confronto-con-voucher/

Aggiornamento 2018 – circolare INPS n. 103 del 17/10/2018

L’INPS ha emanato la circolare numero 103 del 17-10-2018 a seguito delle modifiche normative introdotte dal decreto dignità.

In particolare si segnala che le modifiche normative apportate dal decreto, prevedono che i prestatori, all’atto della propria registrazione nella piattaforma informatica gestita dall’INPS, debbano autocertificare l’eventuale appartenenza ad una delle seguenti categorie:
a. titolari di pensione di vecchiaia o di invalidità;
b. giovani con meno di venticinque anni di età, se regolarmente iscritti a un ciclo di studi presso un istituto scolastico di qualsiasi ordine e grado ovvero a un ciclo di studi presso
l’università;
c. persone disoccupate, ai sensi dell’articolo 19 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150;
d. percettori di prestazioni integrative del salario, di reddito di inclusione (REI o SIA, che costituisce la prestazione di sostegno all’inclusione attualmente vigente e destinata ad essere sostituita dal REI), ovvero di altre restazioni di sostegno del reddito.

LA MANCANZA DI TALE AGGIORNAMENTO DEI DATI DA PARTE DEI PRESTATORI INIBISCE L’INSERIMENTO DELLA DENUNCIA DI PRESTAZIONE, DA PARTE DEL COMMITTENTE.

La circolare, riporta anche:
– le nuove modalità di erogazione del compenso ai prestatori
– la nuova gestione dei pagamenti da parte degli utilizzatori del Contratto di prestazione occasionale
– i nuovi regimi introdotti/modificati: in agricoltura, aziende turismo/alberghiere, Enti locali.

 

Ricordiamo che gli uffici del CSV Padova sono disponibili per consulenze gratuite e approfondimenti.
Per informazioni: consulenza@csvpadova.org

 

Vedi la la circolare INPS n.107 del 05/07/2017
Modulo per richiesta del PIN
Il portale INPS è accessibile con PIN ed è raggiungibile con il seguente link: http://servizi2.inps.it/servizi/lacc/Istruzioni per la procedura di attivazione

Documentazione utile:
Procedura portale INPS
(pdf)
Manuale utente (pdf)