La legge prevede degli obblighi contabili suddivisi per l’ente nel suo complesso e per il settore delle attività “direttamente connesse”:
– la tenuta del libro giornale e del libro inventari per l’ente nel suo complesso, con un bilancio finale che suddivida le voci tra i settori istituzionale e direttamente connesso;
– la tenuta delle scritture contabili fiscali per il solo settore delle attività direttamente connesse.

La norma appare in astratto razionale, mentre invece è incompleta e fuorviante, perché spesso le ONLUS svolgono come attività istituzionale un’attività d’impresa (vedi ad es. le attività sanitaria, socio-sanitaria o di istruzione), soggetta anche ad IVA, per cui occorre tenere tutti i registri previsti per l’IVA. Si noti poi che
nel caso l’ONLUS svolga attività connesse con ricavi superiori ai limiti di legge, sarebbe tenuta, secondo la lettera della norma, a compilare un secondo libro giornale e un secondo libro inventari solo per questo settore, con evidente duplicazione di registrazioni.

La dottrina ormai ha accettato che l’ONLUS tenga un’unica contabilità in partita doppia con un adeguato piano dei conti che consenta di dare separata evidenza nel bilancio alle attività istituzionali e
connesse.

Per le ONLUS con entrate inferiori a € 51.645,69 (ex L. 100 ml.) annui la legge concede l’esonero dalla tenuta del libro giornale e del libro inventari, essendo sufficiente la redazione di un semplice rendiconto di entrate e uscite. Resta ferma la tenuta, se del caso, dei registri IVA. Questo esonero è concesso in via generale a tutte le ODV che siano ONLUS di diritto, a prescindere dal volume delle entrate.

Si ricorda che per le ONLUS (anche ODV) che godono dello speciale regime delle erogazioni liberali ex art. 14 del D.L. 35/2005 è obbligatorio tenere il libro giornale, a prescindere dal limite delle entrate sopra indicato.

In caso di entrate (complessive) superiori a € 1.032.913,80 (ex L. 2 mld.) per due anni consecutivi, già dal secondo anno il bilancio dell’ente deve essere accompagnato da una relazione di controllo sottoscritta da uno o più revisori contabili iscritti nell’apposito registro.
Al momento non esistono norme di legge o altri documenti ufficiali che indichino i contenuti specifici di tale relazione, per cui si applicheranno per analogia i criteri validi per le società di capitali.
Il bilancio delle ONLUS non deve essere depositato presso alcun ufficio pubblico (salve le regole per le cooperative).

Le operazioni di gestione delle attività “direttamente connesse” devono quindi risultare in modo separato dalle scritture contabili e dal bilancio dell’ONLUS, pur avendo un regime fiscale quasi identico alle operazioni “istituzionali”. (v. testo per ulteriori dettagli)