Mostra: diritti umani e psichiatria
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Giorno e Orario
Data - 22/04/2019 - 26/04/2019
Inizio: 00:00 - Fine: 23:59

Luogo
Sala Rossini, Caffè Pedrocchi

Nome dell'Associazione: CCDU
Recapito telefonico per l'evento: 02 871 96 730
Email: minori@ccdu.org
Sito web: https://www.ccdu.org/contatti

Tipologia:


Dal 22 al 26 aprile presso il Caffè Pedrocchi (Sala Rossini) tornerà a Padova la mostra ispirata al museo “Psichiatria: un viaggio senza ritorno” del CCHR (Citizen Commission on Human Rights) di Los Angeles.
Rispetto alla versione dell’anno scorso, la mostra include una sezione dedicata alla realtà italiana – una realtà che sembra spesso contraddire la diffusa idea di una nuova psichiatria dal volto umano.

Secondo una ricerca del CNR, l’Italia è il paese europeo che registra il massimo di prescrizioni di psicofarmaci ad adolescenti[9].
Il nostro Comitato ha presentato un rapporto al Comitato per i Diritti del Fanciullo ONU con i dati a nostra disposizione. Nelle sue osservazioni[10] il CRC ha raccomandato all’Italia di risolvere il problema dell’eccesso di diagnosi e prescrizioni psichiatriche sui bambini.
Secondo la testimonianza[11] di una mamma, uno psichiatra Veneto l’ha convinta a somministrare psicofarmaci a suo figlio che in realtà non era ammalato come poi certificato da consulenti cui è stato chiesto un secondo parere.
Recentemente uno neuropsichiatra infantile Veneto è stato rinviato a giudizio[12] per lesioni personali a seguito della somministrazione di psicofarmaci. Ci auguriamo che altre famiglie si facciano avanti per denunciare abusi simili sui bambini.

Per quanto concerne i trattamenti sanitari obbligatori, le cifre ufficiali parlano di circa 10000 casi l’anno, ma a giudicare dalle segnalazioni che ci giungono, si tratta di una sottostima perché non include i tanti ricoveri, cosiddetti “volontari” che avvengono sotto minaccia di TSO. A questo proposito il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite nella trentanovesima sessione del 10–28 Settembre 2018[13] ha condannato i trattamenti psichiatrici coercitivi, incluso l’elettroshock (TEC), chiedendo di abolire tutte le leggi che autorizzino tali pratiche nel campo della salute mentale.

La mostra si propone di informare i cittadini affinché siano consapevoli e possano difendersi.