Con il Codice del Terzo Settore nasce la nuova figura degli Enti filantropici che può essere costituito in forma associativa o di fondazione.

Gli Enti filantropici sono costituiti al fine di erogare denaro, beni o servizi, anche di investimento, a sostegno di categorie di persone svantaggiate o di attività di interesse generale.

La denominazione sociale deve contenere l’indicazione di ente filantropico. L’indicazione di ente filantropico, ovvero di parole o locuzioni equivalenti o ingannevoli, non può essere usata da soggetti diversi dagli enti filantropici.

Relativamente alle risorse umane non sono previste specifiche per gli Enti filantropici pertanto rimangono le indicazioni valide per tutti gli ETS. In generale, l’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario e al volontario possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate ed è vietato il rimborso forfetario. L’attività volontaria non è compatibile con l’attività retribuita.

Il bilancio sociale degli enti filantropici segue le indicazioni degli ETS e in aggiunta deve contenere l’elenco e gli importi delle erogazioni deliberate ed effettuate nel corso dell’esercizio, con l’indicazione dei beneficiari diversi dalle persone fisiche.

Gli enti filantropici traggono le risorse economiche necessarie allo svolgimento della propria attività principalmente da contributi pubblici e privati, donazioni e lasciti testamentari, rendite patrimoniali ed attività di raccolta fondi.

Relativamente alle agevolazioni sulle erogazioni liberali gli Enti filantropici seguono quanto previsto per gli ETS.

Le disposizioni applicano a partire dalla loro iscrizione nel Registro Unico nazionale del Terzo settore.

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