Informativa breve sui cookies
Per offrire una migliore esperienza di navigazione, per avere statistiche sull'uso dei nostri servizi da parte dell'utenza, questo sito potrebbe usare cookie anche di terze parti. Chi sceglie di proseguire nella navigazione oppure di chiudere questo banner, esprime il consenso all'uso dei cookie.

Per saperne di più o per modificare le tue preferenze sui cookie consulta la nostra Cookie Policy.

Riforma del Terzo Settore

 

 

Obbligatorietà di pubblicazione online dei rapporti economici con la pubblica amministrazione

L'art. 1, cc. 125-129 della Legge 4 agosto 2017, n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza) prevede l'obbligo di pubblicizzare i rapporti economici con le pubbliche amministrazioni o altri soggetti.

Sono obbligati a tale adempimento:
- le associazioni e le fondazioni con qualifica di Onlus (anche le Onlus di diritto, tra cui le Organizzazioni di Volontariato)
- le associazioni di protezione ambientale a carattere nazionale
- le associazioni dei consumatori a livello nazionale
- le imprese

La disposizione prevede che tali soggetti siano tenuti a pubblicare nei propri siti internet le informazioni relative a "sovvenzioni, contributi, incarichi retribuiti e comunque vantaggi economici di qualunque genere" superiori a 10.000 euro, ricevuti da:
- pubbliche amministrazioni
- società controllate da PA
- società in partecipazione pubblica
- associazioni, fondazioni o enti di diritto privato con bilancio superiore a cinquecentomila euro

L'obbligo si intende con riferimento agli importi percepiti in ciascun anno, entro il 28 febbraio dell'anno successivo e a partire dall'anno 2018 (con pubblicità entro il 28 febbraio 2019).

Si allega parere del dott. Luca Gori - Università S.Anna di Pisa, su richiesta di CESVOT.

Somministrazione di alimenti e bevande

Per gli ETS, in occasione di manifestazioni e iniziative a carattere temporaneo, è possibile somministrare al pubblico alimenti e bevande presso i locali e gli spazi ove si tengono le manifestazioni previa segnalazione certificata al Comune di inizio attività (Scia) e senza la necessità di specifici requisiti professionali.

In base all’art. 79 comma 4 i fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente anche mediante offerta di beni di modico valore o di servizi ai sovventori non concorrono alla formazione del reddito degli ETS.

Per gli ETS iscritti nella sezione delle APS (associazioni di promozione sociale) le cui finalità assistenziali siano riconosciute dal Ministero dell’interno, non si considera in ogni caso commerciale, anche se effettuata a fronte del pagamento di corrispettivi specifici, la somministrazione di alimenti o bevande effettuata presso le sedi in cui viene svolta l’attività istituzionale da bar e esercizi similari, sempre che vengano soddisfatte le seguenti condizioni:

a) tale attività sia strettamente complementare a quelle svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali e sia effettuata nei confronti degli associati e dei familiari conviventi degli stessi;

b) per lo svolgimento di tale attività non ci si avvalga di alcuno strumento pubblicitario o comunque di diffusione di informazioni a soggetti terzi, diversi dagli associati.

Per gli ETS iscritti nella sezione delle ODV non si considera commerciale l’attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasione di raduni, manifestazioni, celebrazioni svolte senza l’impiego di mezzi organizzati professionalmente per fini di concorrenzialità sul mercato.

Vai all'art. 70 del Decreto 

<< Ritorna al Vademecum

Utilizzo agevolato dei locali

Il Codice indica che, per gli Enti del Terzo settore è consentito lo svolgimento delle attività istituzionali di interesse generale presso la propria sede anche temporanea, indipendentemente dalla destinazione urbanistica dei locali stessi; per usufruire di questa agevolazione le attività istituzionali non devono avere carattere produttivo.

Viene inoltre consentito di ottenere in comodato dallo Stato, dalle regioni e province autonome e dagli enti locali beni immobili e mobili di proprietà delle stesse ma non utilizzati. La cessione in comodato ha una durata massima di trent’anni, nel corso dei quali l’ente concessionario ha l’onere di effettuare sull’immobile, a proprie cura e spese, gli interventi di manutenzione e gli altri interventi necessari a mantenere la funzionalità dell’immobile.

Eccezione viene fatta per le imprese sociali che non possono usufruire di tale agevolazioni in ragione della specificità delle stesse e per evitare situazioni distorsive della concorrenza con altre tipologie di imprese.

I beni culturali immobili di proprietà dello Stato, delle regioni, degli enti locali e degli altri enti pubblici, per l’uso dei quali attualmente non è corrisposto alcun canone e che richiedono interventi di restauro, possono essere dati in concessione a enti del terzo settore, che svolgono seguenti attività:

- interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e del paesaggio, ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive modificazioni

- organizzazione e gestione di attività culturali, artistiche o ricreative di interesse sociale, incluse attività, anche editoriali, di promozione e diffusione della cultura e della pratica del volontariato e delle attività di interesse generale di cui al presente articolo;

-  organizzazione e gestione di attività turistiche di interesse sociale, culturale o religioso

-  riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata.

La concessione può essere data con pagamento di un canone agevolato, determinato dalle amministrazioni interessate, ai fini della riqualificazione e riconversione dei medesimi beni tramite interventi di recupero, restauro, ristrutturazione a spese dell’ETS che l’ha ricevuta in concessione, anche con l’introduzione di nuove destinazioni d’uso finalizzate allo svolgimento delle attività sopra indicate.

La concessione d’uso è finalizzata alla realizzazione di un progetto di gestione del bene che ne assicuri la corretta conservazione, nonché l’apertura alla pubblica fruizione e la migliore valorizzazione.

Le concessioni potranno essere assegnate per un periodo di tempo commisurato al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario dell’iniziativa e comunque non eccedente i 50 anni.

Vai all'art. 71 del Decreto

<< Ritorna al Vademecum

Fase transitoria

Il percorso di istituzione del Registro unico nazionale richiederà una collaborazione tra Stato, Regioni e Province autonome in quanto sarà richiesta la trasmigrazione dei dati dai registri esistenti e la condivisione di regole uniformi.

Fino a quando il Registro unico non sarà operativo e non sarà quindi possibile iscriversi, gli enti del Terzo settore potranno far valere la loro iscrizione ad uno dei registri attualmente previsti.

Il Codice prevede un termine di 18 mesi dalla sua entrata in vigore entro il quale gli enti potranno adeguare i propri statuti alle nuove disposizioni. Entro il medesimo termine, esse possono modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria.

Vai all'art. 101 del Decreto 

<< Ritorna al Vademecum

Bilancio sociale

Gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori ad 1 milione di euro devono depositare presso il registro unico nazionale del Terzo  settore, e pubblicare nel proprio sito internet, il bilancio sociale redatto secondo linee guida adottate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate inferiori o pari ad 1 milione di euro non sono obbligati alla redazione.

Vai all'art. 14 del Decreto 

<< Ritorna al Vademecum

Contatti

via Gradenigo 10
35131 Padova

centralino: 0498686849
fax: 0498689273
e-mail:
info@csvpadova.org
pec:
csvpadova@pec.csvpadova.org

Vedi i contatti diretti degli operatori

news 'la Difesa del Popolo'

news 'Redattore sociale'