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Consulenza e assistenza

Fase transitoria

Il percorso di istituzione del Registro unico nazionale richiederà una collaborazione tra Stato, Regioni e Province autonome in quanto sarà richiesta la trasmigrazione dei dati dai registri esistenti e la condivisione di regole uniformi.

Fino a quando il Registro unico non sarà operativo e non sarà quindi possibile iscriversi, gli enti del Terzo settore potranno far valere la loro iscrizione ad uno dei registri attualmente previsti.

Il Codice prevede un termine di 18 mesi dalla sua entrata in vigore entro il quale gli enti potranno adeguare i propri statuti alle nuove disposizioni. Entro il medesimo termine, esse possono modificare i propri statuti con le modalità e le maggioranze previste per le deliberazioni dell’assemblea ordinaria.

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Bilancio sociale

Gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate superiori ad 1 milione di euro devono depositare presso il registro unico nazionale del Terzo  settore, e pubblicare nel proprio sito internet, il bilancio sociale redatto secondo linee guida adottate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Gli ETS con ricavi, rendite, proventi o entrate comunque denominate inferiori o pari ad 1 milione di euro non sono obbligati alla redazione.

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Raccolte fondi

Le raccolte fondi sono le attività e le iniziative poste in essere dall’ETS al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale, anche attraverso la richiesta a terzi di lasciti, donazioni e contributi di natura non  corrispettiva.

Gli ETS, possono realizzare attività di raccolta fondi anche in forma organizzata e continuativa, anche mediante sollecitazione al pubblico o attraverso la cessione o erogazione di beni o servizi di modico valore, impiegando risorse proprie e di terzi, inclusi volontari e dipendenti.

Le raccolte fondi devono essere inserite all’interno del rendiconto o del bilancio e deve essere predisposto un rendiconto specifico nel quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione.

La rendicontazione delle raccolte fondi dovrà seguire le Linee guida che verranno adottare con decreto Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

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Organi amministrativi e di controllo

Il Codice del Terzo Settore definisce gli elementi che connotano gli organi amministrativi degli ETS.

Le associazioni devono nominare un organo di amministrazione. La nomina degli amministratori spetta all’assemblea, fatta eccezione per i primi amministratori che sono nominati nell’atto costitutivo. La maggioranza degli amministratori è scelta tra le persone fisiche associate ovvero indicate dagli enti giuridici associati. Può essere definito e richiesto il possesso di specifici requisiti di onorabilità, professionalità ed indipendenza e possono essere previsti uno o più amministratori scelti tra gli appartenenti alle diverse categorie di associati.
Gli amministratori, entro trenta giorni dalla notizia della loro nomina, devono chiederne l’iscrizione nel Registro unico nazionale del Terzo Settore, indicando per ciascuno di essi il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita, il domicilio e la cittadinanza, nonché a quali di essi è attribuita la  rappresentanza dell’ente, precisando se disgiuntamente o congiuntamente.
Il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori è generale. Gli amministratori, i direttori, i componenti dell’organo di controllo e il soggetto incaricato della revisione legale dei conti rispondono nei confronti dell’ente, dei creditori sociali, del fondatore, degli associati e dei terzi.

Nelle associazioni la nomina di un organo di controllo, anche monocratico, è obbligatoria quando siano superati per due esercizi consecutivi due dei seguenti limiti:
a) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 110.000,00 euro;
b) ricavi, rendite, proventi, entrate comunque denominate: 220.000,00 euro;
c) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 5 unità.

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Enti filantropici

Con il Codice del Terzo Settore nasce la nuova figura degli Enti filantropici che può essere costituito in forma associativa o di fondazione.

Gli Enti filantropici sono costituiti al fine di erogare denaro, beni o servizi, anche di investimento, a sostegno di categorie di persone svantaggiate o di attività di interesse generale.

La denominazione sociale deve contenere l’indicazione di ente filantropico. L’indicazione di ente filantropico, ovvero di parole o locuzioni equivalenti o ingannevoli, non può essere usata da soggetti diversi dagli enti filantropici.

Relativamente alle risorse umane non sono previste specifiche per gli Enti filantropici pertanto rimangono le indicazioni valide per tutti gli ETS. In generale, l’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario e al volontario possono essere rimborsate soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate ed è vietato il rimborso forfetario. L’attività volontaria non è compatibile con l’attività retribuita.

Il bilancio sociale degli enti filantropici segue le indicazioni degli ETS e in aggiunta deve contenere l’elenco e gli importi delle erogazioni deliberate ed effettuate nel corso dell’esercizio, con l’indicazione dei beneficiari diversi dalle persone fisiche.

Gli enti filantropici traggono le risorse economiche necessarie allo svolgimento della propria attività principalmente da contributi pubblici e privati, donazioni e lasciti testamentari, rendite patrimoniali ed attività di raccolta fondi.

Relativamente alle agevolazioni sulle erogazioni liberali gli Enti filantropici seguono quanto previsto per gli ETS.

Le disposizioni applicano a partire dalla loro iscrizione nel Registro Unico nazionale del Terzo settore.

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