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Certificati penali per chi opera con minori

Nuovo decreto legislativo che interessa anche le associazioni che hanno nuove assunzioni

Adempimenti dal 6 aprile 2014
Aggiornato al 04/04/2014

Il 6 aprile 2014 è entrato in vigore il decreto legislativo 04.03.2014, n. 39, che, in attuazione di una direttiva comunitaria, prevede alcune norme relative alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile. Tra queste va evidenziato l'art. 2 che, introducendo l'art. 25 bis nel d.p.r. 14.11.2002 n.313, prevede che il soggetto che intenda impiegare al lavoro una persona per lo svolgimento di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori, al fine di verificare l'esistenza di condanne per taluno dei reati concernenti la tutela dei minori, deve preventivamente richiedere il certificato penale. La mancata richiesta è soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 10.000 a euro 15.000.

Il rilascio del certificato va richiesto da ogni ente interessato presso ogni Procura della Repubblica con il pagamento di 1 marca da bollo da 16 Euro più una marca da 7,08 Euro se il certificato è urgente o da 3,54 Euro senza urgenza: si tratta di circa 20 Euro che diventano 40 in quanto il certificato penale ha valenza di soli sei mesi.
Si conferma l’esenzione per l’imposta di bollo per soggetti che ne hanno diritto (DPR 642/72, ovvero ONLUS e ODV).

In data 4 aprile 2014 Il Ministero della Giustizia ha pubblicato due importanti note che chiariscono quali sono i casi in cui va richiesto il certificato e come procedere.
Nella prima nota si chiarisce che la disciplina si applica per tutte le tipologie di “rapporti di lavoro” (anche contratti di lavoro autonomo o parasubordinato) instaurati dal 6 aprile 2014 in poi. Tale affermazione netta porta ad escludere che rientrino nell’obbligo della certificazione del casellario giudiziale tutte quelle persone con le quali non si sia configurato un rapporto di lavoro autonomo o subordinato (pertanto nulla dovrà essere richiesto ai soggetti che svolgono volontariato).
In merito alla durata della validità del certificato, non è necessario rinnovare la richiesta del certificato ogni sei mesi se la durata del contratto di lavoro è superiore a tale termine (ad es. contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o collaborazione su base annuale con professionista con p.iva). Resta inteso che ad ogni nuova stipula di contratto sia necessario procedere a una nuova acquisizione del certificato anche se si tratta dello stesso lavoratore.

La seconda nota chiarisce che nei casi in cui la certificazione sia obbligatoria, finchè gli uffici preposti non saranno attrezzati a rilasciare i certificati penali, si potrà procedere all’utilizzo dei lavoratori addetti ai minori previa acquisizione di dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (si veda qui un fac simile).

Il Ministero ha fornito un numero telefonico per informazioni: 06 97996200.
Il CSV di Padova rimane a disposizione per chiarimenti e maggiori informazioni.

Allegati:
Decreto Legislativo 04.03.2014, n. 39
Direttiva comunitaria 2011/92/UE
Nota di chiarimento Ministero della Giustizia 1
Nota di chiarimento Ministero della Giustizia 2

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Articoli precedenti (superati)
al 3/04/2014
Riportiamo una lettura della direttiva comunitaria, così come doveva essere recepita dallo Stato Italiano e che di fatto limita l'obbligo di richiesta del certificato penale ai NUOVI ASSUNTI.

La direttiva comunitaria 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla  lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, da cui discende il Decreto Legislativo 04.03.2014, n. 39 prevede che “Gli Stati membri adottano le misure necessarie per assicurare che i datori di lavoro, al momento dell’assunzione di una persona per attività professionali o attività volontarie organizzate che comportano contatti diretti e regolari con minori, abbiano il diritto di chiedere informazioni, conformemente alla normativa nazionale e con ogni mezzo appropriato, quali l’accesso su richiesta o tramite l’interessato, sull’esistenza di condanne penali per i reati di cui agli articoli da 3 a 7, iscritte nel casellario giudiziario, o dell’esistenza di eventuali misure interdittive dell’esercizio di attività che comportano contatti diretti e regolari con minori derivanti da tali condanne penali”.

A livello informale riceviamo questo parere legale:
Trattandosi di disposizione di attuazione di direttiva comunitaria, la norma pare debba essere interpretata in maniera coerente con la norma comunitaria; di conseguenza, all’equivoca espressione utilizzata dal legislatore nazionale (“intenda impiegare al lavoro una  persona“) può legittimamente essere attribuito il significato di assunzione in riferimento all’espressione contenuta nella direttiva (“al momento dell’assunzione di una persona“). E quindi essere riferita all’“assunzione” stricto sensu e non alla materiale assegnazione di un compito o di una mansione.

Inoltre sappiamo che a breve dovrebbe uscire una circolare del ministero che precisa che il casellario sarà solo per i nuovi assunti.


al 1/04/2014
Come CSV stiamo cercando di capire, attraverso i nostri consulenti e il CNCA nazionale, se tale obbligo è previsto anche per l’utilizzo dei soli volontari in attività con i minori, resta tuttavia certo l’obbligo, anche per le associazioni, di richiedere tale certificato penale, per tutti i lavoratori retribuiti (in qualsiasi forma) che operano con soggetti minorenni.
Nel caso si voglia immediatamente adempiere a tali obblighi il sito da cui è possibile scaricare la modulistica è il seguente:
www.tribunale.padova.it/it/Content/Modulistica/13334?idarea=10029
(accedere a modulo “Istanza certificato Casellario giudiziale”).
Il certificato del casellario giudiziale può essere chiesto a qualunque ufficio del casellario presso la Procura della Repubblica, indipendentemente dal luogo di nascita o di residenza dell’interessato. A maggior chiarimento inoltre: Circolare del Dipartimento per gli Affari di Giustizia

Modello per la richiesta del certificato penale del casellario giudiziale da parte del datore di lavoro



 

 

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